GIROVAGANDO IN UMBRIA

La Rocca Albornoz di Piediluco

Metti una giornata calda di fine aprile, metti un gruppo di vecchi amici che vogliono trascorrere una festività in totale relax, spensieratezza e risate …. pochi ingredienti e l’impasto è fatto, bisogna soltanto mescolare con cura. La meta in programma: il Lago di Piediluco, un luogo “tipico” molto conosciuto nelle nostre zone, con l’obiettivo di raggiungere la Rocca Albornoz, sulla sommità del monte Luco, che in molti non hanno forse mai visitato, pur avendone sentito parlare. Partendo da Terni è possibile arrivare al lago in una mezz’oretta, passando per la superstrada Terni-Rieti, un’arteria vitale ultimata da qualche hanno che permette di evitare il traffico della vecchia strada, panoramica ma costituita da un’unica corsia per senso di marcia ed omaggiata da innumerevoli curve. Arrivati sul posto, nel grandissimo parcheggio a fianco del Paese, abbiamo preso la via “panoramica” che c’ha condotto in breve tempo a destinazione. Il percorso, in salita e sotto al sole, è asfaltato nella parte iniziale, per poi diventare sterrato e più stretto verso la fine. Ma offre suggestivi scorci sul lago che ovviamente si presentano sempre più spaziali man mano che si sale. Circa 40 minuti e si arriva, comprese le varie fermate per ammirare gli scenari lacustri. Ammetto di non esserci mai stata e la novità della prima volta ha acceso diverse luci nei miei occhi e reso felice il cuore perché davanti a certi paesaggi gremiti di particolari, è difficile non emozionarsi. Non è soltanto la presenza del lago a creare magia, ma anche di tutto il contorno, la montagna dell’Eco, il “Monte Caperno” dalla singolare forma a piramide, che grazie alla sua struttura morfologica, permette di ascoltare un eco di ritorno..il perimetro del bacino che presenta dei ricami naturali verdeggianti, i tetti delle case che si affacciano sul lago e le montagne circostanti, come il Terminillo, ancora innevato, o il borgo di Labro visibile chiaramente, incastonato sul monte Labro (già in territorio laziale). Gli occhi si perdono davanti a tante scenografie, compreso il luccichio creato dai giochi dei raggi del sole sul pelo dell’acqua. Arrivati in cima, troviamo le mura della Rocca ad attenderci.

Addentrandoci nei meandri a cielo aperto, salta subito agli occhi un grande “arco”, una fantastica finestra con affaccio sulla vallata sottostante e qui gli occhi impazziscono per le variegate viste che offre, estendendosi oltre il solito orizzonte.

Poco distante da lì, riscendendo, un piccolo prato, dove abbiamo organizzato una sosta per rifocillarci. L’itinerario del ritorno è stato più lungo ma sicuramente più intrigante, abbiamo infatti seguito il sentiero che riporta al centro del Paese, passando per il fitto bosco abitato da pini che regalano ombra e frescura. Considerando la temperatura alta della giornata, è stata una soluzione ottimale. La stradina, ricoperta da terra, sassi ed aghi, si presenta molto stretta, consentendo il passaggio di una persona alla volta. Ma la cosa più entusiasmante è che oltre al silenzio rotto dal cinguettio degli uccelli, il monte di tanto in tanto, tra i rami ed i cespugli, consente un’apertura sul panorama sottostante, offrendo scorci mozzafiato sul lago, come una tenda che all’occorrenza scorre, per mostrare tutto ciò che nasconde.

Mezz’ora e siamo giunti al paese, per un totale di 5 kilometri circa. D’obbligo è una passeggiata lungo la strada del borgo, o lungolago fino ad arrivare ai famosi pontili, fermandosi sul prato adiacente. Una bellissima giornata, adatta ed ideale per chi desidera fare una tranquilla passeggiata, abbinando un po’ di relax. E mentre il pomeriggio volge al termine, tra i colori vivi di un sole calante, ritorniamo a casa, lasciando alle nostre spalle il ricordo di una domenica piena di risate ed emozioni, che tornerà a splendere nella mente … nei giorni di malinconia, o in quelli dove le nuvole ruberanno le sfumature più belle.

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Daniela Pacelli

Un viaggio nei sentimenti con Daniela Pacelli Chi mi vede mi definisce “Solare”, perché la foschia lieve della malinconia la vede solo chi si ferma un po’ a viverti. Mi chiamo Daniela Pacelli e vivo a Terni, nella bellissima Umbria dal cuore verde. La mia prima passione è stata la scrittura, con il tempo poi mi sono avvicinata sempre di più alla fotografia, imparando a comunicare attraverso un'immagine che potesse raccontare uno stato d'animo, comprendendo che il silenzio spesso vale più di mille parole. Adoro dedicare parte del mio tempo libero alla scoperta di scorci e panorami particolari da immortalare in una foto, per regalarmi e regalare emozioni. Farle arrivare non è sempre facile, ma quando avviene, è il complimento più bello che si possa ricevere. Ho iniziato a gestire la pagina ckickfor_terni a novembre 2019 con l'intento di fare conoscere il territorio ternano in tutti i suoi angoli, borghi, vedute, anche da prospettive non usuali, perché l'obiettivo di chi fotografa, credo sia anche quello di invogliare chi guarda, ad entrare nella scena, a voler essere in quel luogo in quell'istante, o in un futuro qualsiasi. Quindi... "Ovunque tu vada, vacci sempre con tutto il tuo cuore"

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