GIROVAGANDO IN UMBRIA

Amelia, il borgo antico

Volevo respirare il sapore antico di un borgo ed al tempo stesso, l’atmosfera di pace che sa donare la natura. In un tiepido sabato pomeriggio di maggio, volendo abbinare ambedue le cose, ho deciso di visitare “Amelia”, un comune in provincia di Terni di circa 11.500 abitanti, situato nella zona sud-ovest dell’Umbria. Ciò che colpisce sono le imponenti mura poligonali che insieme a quelle romane e medievali, cinturano l’intero centro storico, che si può raggiungere attraverso le quattro porte di accesso: Porta Romana, Porta Leone IV, Porta Posterola, Porta della Valle. La visita inizia da Porta Romana, quella centrale e la sensazione è subito piacevole: ammaliata dall’atmosfera un po’ retrò, l’impressione è di un tempo che consuma lento. Lo scenario si presenta contrastante lungo l’intero tragitto, lasciando senza fiato in primis per la pendenza della salita. A tratti, si prosegue verso strade asfaltate che costeggiano edifici ed abitazioni lineari, con pareti lisce. Altrove invece si alternano angolini caratteristici, dove la pietra riveste le case e disegna le vie.

Tutto questo fino ad arrivare in cima, dove dal belvedere si può scorgere un affaccio meraviglioso, perdendosi con lo sguardo nel suggestivo panorama dei colli amerini. L’orizzonte si apre da una parte verso la vallata, dipinta dal verde della campagna a cielo aperto, dall’altra mostrando il paese con i suoi tetti. Alle spalle, tra le costruzioni, spunta il Duomo, dalla cupola caratteristica che regala un effetto ottico incredibile. Credo sia l’elemento architettonico più attraente del paese, in uno stile che si pone quasi in contrapposizione con tutto il resto, soprattutto per le sfumature variegate di blu, che la contraddistinguono. Gli interni della Cattedrale di Santa Firmina in stile barocco, sono maestosi, qui gli occhi flirtano con gli affreschi e coi particolari dipinti sul soffitto, che impreziosendolo, lo rendono solenne. Riprendo la discesa lungo la via del Duomo, uscendo pian piano dall’incantesimo di quell’atmosfera magica respirata fino ad un attimo prima. Qui, l’odore intriso di storia, simile a quello dei giornali ricoperti dalla polvere, gioca da protagonista insieme ad un silenzio, quasi voluto, dove le luci appaiono più lievi ed i passi rimbombano, come se il tempo si fosse arrestato e gli orologi fermati, in un giorno di tanti anni fa. Mi ritrovo improvvisamente in una piazza, molto deliziosa, dove spunta una scritta incisa a muro: “poste e telegrafo”. Questo mi riporta indietro nei decenni, dentro i film di una volta, in un’atmosfera quasi vintage. Imbocco una viuzza che mi traghetta fuori dalle mura, per percorrere poi un sentiero breccioso, che costeggia l’intero borgo. La bellezza delle mura è rappresentata dalla loro struttura, fatta da massi, taluni anche di elevata dimensione, incastrati tra loro, come un puzzle. La discesa è piacevolissima, immersa nella quieta più assoluta, la natura domina la scena e la pace è il comun denominatore per molti.

Passeggi ed incontri persone in solitaria: chi studia adagiato su un murettto, chi prende il sole, chi corre. Un bel percorso, da cui ammirare i fianchi del borgo, che poco a poco riporta verso la Porta principale.

A poche centinaia di metri da lì, sulla sinistra si apre un varco, una strada bianca sembra richiamare l’attenzione con le due grandi colonne di mattoni che fanno da ingresso.

Un viale, incorniciato dai cipressi, suggestivo al massimo, ricorda gli splendidi scenari della Toscana, dove morbide colline verdeggianti, fanno da sfondo a questo quadro, che sembra dipinto da un pittore.

Qui il silenzio, protagonista, viene spezzato soltanto dal cinguettio degli uccelli, dai sassi mossi dai passi e dal fruscio del vento che agitandosi tra i fili d’erba, li fa muovere lenti, come ciocche di capelli pettinate tra le dita. Di tanto in tanto qualche auto lascia al suo passaggio, leggere nuvole di polvere, dalle quali bisogna allontanarsi in fretta, per non rimanerne avvolti. È stupendo passeggiare, osservando gli immensi prati, simili ad arazzi, irraggiati da un alone quasi mistico. Perdersi poi tra le ombre e le luci del giorno che sta per terminare la corsa e che rende i colori tenui, caldi… dorati. E si arriva in cima alla strada, una  scalinata in pietra bianca, conduce alla villa “Aspreta”, i cui cancelli sono rigorosamente chiusi con catene, ma è accessibile l’ingresso alla bellissima terrazza, dove poter ammirare il panorama circostante e perdersi in riflessioni che allietano il cuore. 

L’aria tiepida di maggio, unita alla stancante camminata del pomeriggio, hanno colorato il cielo di primavera, accendendo di incanto, gli occhi di questa mini gita. Si rientra verso Terni con la consapevolezza che visitare luoghi, ascoltare racconti di storie passate, conoscere nozioni nuove, è sempre un’esperienza meravigliosa … non importa quanti kilometri distanti da casa, quel che conta è che ogni incontro, ogni viaggio, ha sempre qualcosa da regalare: emozioni, vibrazioni, e ricordi dove ritrovare un po’ di noi e riscoprirsi a volte, persone migliori.

Follow me & share
Daniela Pacelli

Un viaggio nei sentimenti con Daniela Pacelli Chi mi vede mi definisce “Solare”, perché la foschia lieve della malinconia la vede solo chi si ferma un po’ a viverti. Mi chiamo Daniela Pacelli e vivo a Terni, nella bellissima Umbria dal cuore verde. La mia prima passione è stata la scrittura, con il tempo poi mi sono avvicinata sempre di più alla fotografia, imparando a comunicare attraverso un'immagine che potesse raccontare uno stato d'animo, comprendendo che il silenzio spesso vale più di mille parole. Adoro dedicare parte del mio tempo libero alla scoperta di scorci e panorami particolari da immortalare in una foto, per regalarmi e regalare emozioni. Farle arrivare non è sempre facile, ma quando avviene, è il complimento più bello che si possa ricevere. Ho iniziato a gestire la pagina ckickfor_terni a novembre 2019 con l'intento di fare conoscere il territorio ternano in tutti i suoi angoli, borghi, vedute, anche da prospettive non usuali, perché l'obiettivo di chi fotografa, credo sia anche quello di invogliare chi guarda, ad entrare nella scena, a voler essere in quel luogo in quell'istante, o in un futuro qualsiasi. Quindi... "Ovunque tu vada, vacci sempre con tutto il tuo cuore"

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *