GIROVAGANDO IN UMBRIA,  VIDEO

Da Terni a Sant’Erasmo … 30 kilometri di salute

Doveva essere un weekend tranquillo, non avevo voluto prendere grandi impegni perché “vivere il momento con tutta la calma possibile e soprattutto distante dalla confusione, le persone negative ed i luoghi affollati” credo sia diventato il mio motto post-covid..dovevo poi recuperare l’energia ed il sonno accumulato nell’ultimo periodo. Ma come spesso accade, il piano “domenica in relax” è andato in fumo, basta pronunciare le parole chiave: passeggiata, borghi, montagna, campagna, visitare, fotografare. E si, la quarantena ha ridonato pace allo spirito, avvicinandomi in modo smisurato alla natura e a tutto ciò che gira intorno ad essa ed è così che il mio karma, ha trovato il suo giusto equilibrio. Uno squillo di telefono che annunciava l’arrivo di un messaggio e “le jeux sont faits”, organizzato al volo un percorso a piedi di circa 30 kilometri, l’idea allettante e mi lascio travolgere dall’entusiasmo. Adoro camminare, le escursioni nei boschi, le viste mozzafiato, ma se prima della quarantena amavo uscite fatte di poche presenze, ora provo una sorta di insofferenza ritrovarmi in mezzo ad una quantità di persone che superano le dita di una mano. Mi piace assaporare gli odori del tragitto, gustare il silenzio strappato solo dal cinguettio degli uccellini ed interrotto da qualche chiacchiera…aprire gli occhi e concentrarmi sui paesaggi, sui colori, sui particolari, insomma il detto “pochi ma buoni” rimane sempre uno dei miei preferiti. Partiamo in tarda mattinata con un percorso abbozzato grossolanamente, da decidere strada facendo, con noi soltanto uno zainetto con le provviste per il pranzo, acqua e tanta voglia di camminare sotto un sole che oggi appare alquanto cocente… incosciente, avvertite le temperature, ho preso una maglia che poi ho lasciato cadere sul letto…”forse non serve” mi sono ripetuta. Iniziamo il solito tragitto che conduce al borgo di Cesi, prima pausa? alla fontana, dopo appena 2 kilometri e mezzo di salita in aperta campagna, ci bagnamo i polsi e si riparte desiderosi di far muovere le gambe. Oltrepassiamo il paese e finalmente prende vita il sentiero che conduce a Sant’Erasmo, ma qui decidiamo di seguire uno dei sentieri del CAI, segnati con la classica pennellata rossa incisa su un masso o sul busto di un albero. Finalmente il bosco con il suo profumo di ginepro ed il rumore delle foglie stropicciate al passaggio dei nostri passi. Le cime degli arbusti fungono da tenui ombrelli che a mala pena lasciato filtrare i raggi, mentre il sentiero prosegue arrampicandosi verso la montagna, è stretto e tortuoso. Dopo un paio d’ore di cammino arriviamo all’Eremo della Romita, un luogo di pace, in questo Speco San Francesco scrisse il suo primo cantico e solo a pensarci vengono i brividi, eravamo accaldati e ci accolgono due ragazzi con una gentilezza inverosimile, donandoci 3 bottiglie d’acqua ed una benedizione, ne avevamo proprio bisogno visto il tragitto che ancora ci attendeva…e tutto in salita.

Al passar delle ore la calura aumenta ed il sentiero che fino a quel momento è stato tortuoso ci apre un varco iniziando a percorrere una stradina bianca cosparsa di breccia, baciata da un sole pieno e incorniciata da ampi arbusti che non lasciano però spazio all’ombra di filtrare lungo i nostri passi. L’acqua fluisce lungo le nostre gole saziando quella sete che impenetrabile rende difficile l’uscita delle parole.

Finalmente la vetta, è ancora un po’ distante, ma riusciamo a vederne il profilo in lontananza, mentre iniziano ad aggirarsi intorno strane nuvole soffiate da ponente, alcune bianche come fiocchi di panna, altre scure e danzano velocemente come auto in autostrada. Il tempo di salire altri 20 minuti ed i miei occhi vengono rapiti da un laghetto immerso nella natura brulla, priva di alberi, dove una decina di bufale ci guardano, immerse nelle acque fino all’altezza del muso, con le lunghe corna ripiegate su loro stesse. Quello scenario, quasi da savana, è di un fascino incredibile, dapprima il timore si aggrappa alle gambe, i loro sguardi fissi non ci perdono di vista e sembra che i loro corpi completamente sommersi, avanzano a piccoli passi. Poi dopo un attimo, gioco d’attacco avvicinandomi con garbo e sicurezza senza far rumore, persone immortalare questo splendido momento, immagini da repertorio…infatti, quando ho detto di aver visto un allevamento di bufale, le persone mi hanno ascoltata incredule “bufale a Sant’Erasmo? Sicura? Mai saputo ci fosse una cosa del genere”. Ebbene sì e quella scena ha dato sale e pepe al mio viaggio…

Nel frattempo le nubi si sono impilate, l’una sull’altra, come ad un appuntamento al quale tutti i partecipanti arrivano in perfetto orario, la domanda è stata “pioverà o non pioverà?” Erano le 15 e dopo 4 ore di cammino con solo una sosta, la fame rallenta le forze, così ci sediamo sotto un grande albero, 5 minuti di numero per goderci un panino e far rifornimento di acqua, che subito le prime goccioline iniziano a scendere dal cielo.

Subito in piedi simuliamo una blanda corsetta per raggiungere la strada maestra, quella che ci avrebbe condotto verso Cesi. Chi ha deciso di passare una serena giornata in montagna, in grande fretta ripone sdraie, tavoli, porta pranzi e quant’altro nel portabagaglio delle auto e via riparte … Ci incamminiamo sotto gli occhi increduli dei passanti che pensano solo al loro mettersi in salvo dal temporale che avanza lento…

Il cielo compatto non ci guarda più, la decisione unanime è scendere il più possibile sperando in una pioggia estiva temporanea, invece l’intensità aumenta e più ci bagnamo, più sentiamo il freddo appiccicarsi sulla pelle, gli ombrelli improvvisati dagli alberi non ci forniscono molta protezione, non troviamo punti di arresto dove ripararci, mentre le macchine sfilano lungo la strada senza lasciare cenni. Ad un certo punto, eccola,  la grandine e per non piangere prendiamo a correre a lunghe falcate per accorciare la distanza dalla meta. Sembra di sognare, o di essere dentro un film visto già, al termine del quale sapevo, avremmo riso tanto.

Mano a mano l’intensità rallenta, fino a quando un raggio si fa spazio tra scuri nimbi, come un sub che riemerge dal mare, passano pochi minuti e l’azzurro a poco a poco torna protagonista della scena, la positività non mi ha abbandonata e guardando verso l’orizzonte so che prima o poi tutto sarebbe tornato come è iniziato. Qualche foto per incatenare gli attimi al ricordo e attingendo alle ultime forze, a passo moderato, raggiungiamo Cesi, gli indumenti si sono già asciugati, viste le temperature elevate.

Da lì a casa il tempo vola, cavalcando la discesa colorata dalla stanchezza ma anche dai colori di un’estate lavata dal temporale. L’aria soffice e tiepida scompiglia le emozioni di quella giornata dipinta da tanti scenari, inconvenienti, coincidenze, destini, ma che lascia nel cuore emozioni potenti, forti, cadenzate da ogni battito. Ogni esperienza lascia sempre tante sensazioni e quella in me ha lasciato una ricchezza emotiva che nessun denaro può comprare, perché in fondo è di questo che io vivo: di emozioni che solo persone speciali, giornate e viaggi particolari, sanno regalare.

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The best of tour to Sant’Erasmo
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Daniela Pacelli

Un viaggio nei sentimenti con Daniela Pacelli Chi mi vede mi definisce “Solare”, perché la foschia lieve della malinconia la vede solo chi si ferma un po’ a viverti. Mi chiamo Daniela Pacelli e vivo a Terni, nella bellissima Umbria dal cuore verde. La mia prima passione è stata la scrittura, con il tempo poi mi sono avvicinata sempre di più alla fotografia, imparando a comunicare attraverso un'immagine che potesse raccontare uno stato d'animo, comprendendo che il silenzio spesso vale più di mille parole. Adoro dedicare parte del mio tempo libero alla scoperta di scorci e panorami particolari da immortalare in una foto, per regalarmi e regalare emozioni. Farle arrivare non è sempre facile, ma quando avviene, è il complimento più bello che si possa ricevere. Ho iniziato a gestire la pagina ckickfor_terni a novembre 2019 con l'intento di fare conoscere il territorio ternano in tutti i suoi angoli, borghi, vedute, anche da prospettive non usuali, perché l'obiettivo di chi fotografa, credo sia anche quello di invogliare chi guarda, ad entrare nella scena, a voler essere in quel luogo in quell'istante, o in un futuro qualsiasi. Quindi... "Ovunque tu vada, vacci sempre con tutto il tuo cuore"

2 commenti

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    Robyrabs

    Ho letto e riletto questo articolo più di una volta perché una non basta per assaporare tutto quello che con il tuo cuore riesci a descrivere e farmi vivere 💖 io quanto leggo il tuo blog mi faccio trasportare dalle emozioni come se il tempo si arrestasse, godendo a pieno di questi luoghi magici che con il tuo tocco delicato sprigionano VITA, GIOIA e BENESSERE. Le fotografie sono bellissime, e quella dove ci sei anche tu è stupenda 🤩🤩🤩 la tua felicità amica mia è anche la mia 💖💖💖 e quella foto emana tutta la tua gioia del momento 😍💖😍 ti voglio bene resta sempre così 🤩 in attesa del tuo prossimo articolo ti abbraccio!

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