GIROVAGANDO IN UMBRIA,  VIDEO

Cesi ed il suo borgo

Cesi: mi sono innamorata all’istante di questo borgo. Vivo a Terni, ma credo come tanti miei concittadini, l’ho sempre visto solo di passaggio, erigersi sopra le sue antiche mura, come fosse un grande castello che ammiri esteriormente dal finestrino di un auto, diretta poi altrove. Ma oggi ho voluto prendermi del tempo per addentrarmi nel suo interno e conoscerne ogni minimo particolare….

Chiesa di Santa Maria Assunta

Arrivando, lo sguardo viene rapito da quella che è un po’, l’immagine simbolo di Cesi: la chiesa di Santa Maria Assunta, che sorge su un terrazzo, sorretto da possenti mura poligonali. Da qui, la vista che si presenta, è mozzafiato, si apre un varco che permette di guardare l’intera vallata sottostante.

La bellezza del panorama ammirato dalla piazzetta principale, dove sorge la Chiesa di Santa Maria Assunta

Inizia così la visita, un po’ incerta, perché si presentano svariati vicoli, a salire, a scendere, a destra, a sinistra … ed il cuore nell’indecisione, si lascia guidare dalla bellezza ed il fascino che trasuda da una viuzza costruita su tanti piccoli gradini in salita, dove vasi di fiori colorati, esplodono dai davanzali delle case. Inutile dire che ho impiegato qualche minuto per osservare i tanti dettagli da immortalare prima nel cassetto delle emozioni, poi dentro uno scatto. Riscendendo, la strada si divide in due biforcazioni e qui mi sono fatta trascinare dallo stile ben curato e restaurato, come fosse un richiamo ultraterreno, salendo ancora, varcando la soglia di archi, costruiti in pietra sponga, che si susseguono uno dopo l’altro, rendendo lo scenario piacevolmente emozionante, avvolto in una tranquillità senza eguali. Le uniche persone incontrate infatti, sono state tre signore intente a colloquiare con voce dimessa ed educata, fuori dalla propria abitazione. Il mio arrivo ha attirato la loro attenzione e per un attimo mi sono sentita come se stessi violando la loro privacy, ma credo sia normale, ero un po’ come l’extraterrestre piombato sulla terra, ma il saluto è stato immediato da ambo le parti, seguito da una bonaria battuta lanciata da una vecchietta. L’educazione e la cordialità  riscontrata, credo abbiano contribuito a scrivere la storia di questo paesino, dove tutti si conoscono e lì, sono cresciute e si sono ramificate le radici di una popolazione,  che ritrova tra quelle vie, il proprio mondo.

Il cuore nell’indecisione, si lascia guidare dalla bellezza ed il fascino che trasuda da una viuzza costruita su tanti piccoli gradini in salita

Quello che inizialmente sembrava essere un labirinto nel quale perdermi, si è dimostrato poi essere un percorso ad anello che girando intorno a sé stesso,  riporta con semplicità al punto iniziale. Mi soffermo ad una terrazza con affaccio sull’orizzonte, da qui intravedo i tetti delle case sottostanti e mi lascio distrarre dai gesti lenti e pacati di un uomo, in lontananza, intento ad innaffiare i fiori custoditi con precisione dentro vasi ben allineati per terra e sulle mensoline adagiate alle pareti in pietra.

La terrazza con affaccio sull’orizzonte

Solo più tardi, scendendo e ritrovandomelo davanti, mi sono complimentata, per il lavoro preciso, amorevole con il quale si prende cura delle piante. A Cesi, come in tanti altri paesetti, regna la passione per i fiori, vasi gremiti di colore, che si presentano ovunque, lungo le scale, ai margini delle strade, sulle balaustre, diventando un po’ una peculiarità del posto, impreziosendo questo stupendo borgo, incastonato nella montagna (nel monte Eolo). 

Cesi e la passione dei fiori

Più proseguo, più mi sento fiera di aver dedicato il pomeriggio alla scoperta di questo piccolo gioiello, dove i miei occhi, illuminati non solo dal sole, ma soprattutto dall’euforia, come luci intermittenti, sono dediti a tuffarsi dietro ogni angolo. Mentre i passi varcano i vicoli, con andatura leggiadra, a tratti vagabonda, specie lì dove, mattonelline color mattone, ricoprono la strada, rendendo l’ambiente caldo, rispolverato da un tempo, consumato nella memoria dei ricordi. Il sesto senso là dove intravede la possibilità di un’ascesa, spinge sempre a salire, perché solo dalla vetta puoi gustarti lo spettacolo migliore. Tanti gradini da percorrere, con l’entusiasmo di chi, sa già di vincere. Conto i passi, che vanno a ritmo con i battiti del cuore e mano mano che salgo, catturo immagini, prospettive, scorci nascosti, da riporre con cura dentro lo zaino, portato vuoto, in modo da poterlo riempire con le foto più belle. Sognando ad occhi aperti, proseguo la salita, divorando quei scalini stretti e minuti, fino ad arrivare ad un sentiero immerso nella natura, all’ombra di grandi alberi, che abitano il fitto bosco, ai suoi margini. Pochi metri ancora e si apre una piazzetta un po’sterrata, cinturata da un piccolo muretto, oltre il quale si mostra una vista pazzesca, un orizzonte che sembra spaccare ogni schermo, per l’immensità del suo perimetro, dove si culla un panorama dalle mille sfaccettature: fazzoletti verdi di prati, rettangoli di terreni arati, collinette sinuose che scivolano ai piedi di appezzamenti in fiore: un arcobaleno che lascia lo sguardo stupito ed al tempo stesso felice, desiderosa di volare per sovrastare il cielo, le nuvole e planare dolcemente in ogni dove.

Un orizzonte che sembra spaccare ogni schermo, per l’immensità del suo perimetro

Termina qui la mia visita e mentre ritorno a casa, elaboro idee, pensieri, rifletto metabolizzando gli stati d’animo e scuotendo la testa confermo che abbiamo perso troppo tempo a cercare ciò che  nella realtà non esiste, alla ricerca del tanto ambito surplus..e concludo annuendo a me stessa, che la bellezza ce l’abbiano all’interno del nostro territorio, a pochi chilometri…ma a volte non sappiamo apprezzarla nel giusto modo, perché non rivolgiamo l’attenzione verso ciò che davvero merita, un po’ come accade pure con le persone. E proseguo la discesa promettendo di regalarmi più tempo da dedicare alla scoperta di ciò che troppo spesso diamo per scontato.

Di seguito il video/reportage di Cesi 👇

Cesi ed il Suo Borgo
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Daniela Pacelli

Un viaggio nei sentimenti con Daniela Pacelli Chi mi vede mi definisce “Solare”, perché la foschia lieve della malinconia la vede solo chi si ferma un po’ a viverti. Mi chiamo Daniela Pacelli e vivo a Terni, nella bellissima Umbria dal cuore verde. La mia prima passione è stata la scrittura, con il tempo poi mi sono avvicinata sempre di più alla fotografia, imparando a comunicare attraverso un'immagine che potesse raccontare uno stato d'animo, comprendendo che il silenzio spesso vale più di mille parole. Adoro dedicare parte del mio tempo libero alla scoperta di scorci e panorami particolari da immortalare in una foto, per regalarmi e regalare emozioni. Farle arrivare non è sempre facile, ma quando avviene, è il complimento più bello che si possa ricevere. Ho iniziato a gestire la pagina ckickfor_terni a novembre 2019 con l'intento di fare conoscere il territorio ternano in tutti i suoi angoli, borghi, vedute, anche da prospettive non usuali, perché l'obiettivo di chi fotografa, credo sia anche quello di invogliare chi guarda, ad entrare nella scena, a voler essere in quel luogo in quell'istante, o in un futuro qualsiasi. Quindi... "Ovunque tu vada, vacci sempre con tutto il tuo cuore"

2 commenti

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    Robyrabs

    Mi sono addentrata nel tuo viaggio vivendolo in prima persona come se insieme a te ci fossi anche io! Volevo complimentarmi con te per Avermi fatto venire una voglia assurda di visitare questo fantastico borgo 🤩 ben descritto nei minimi dettagli !!! Tu non hai solo raccontato la bellezza del borgo, tu hai raccontato una storia che leggerla fa rivivere passo dopo passo il borgo in tutta la sua antichità. Scrittura ✍️ straordinaria, sei abile nel linguaggio e le tue doti sono uniche! Sei nata per far questo! Fotografie eccezionali, video stupendo, e tutto perfettamente curato 🔥 quando c’è amore e sentimento dentro l’anima escono fuori questi capolavori! Complimenti sei bravissima 🤩💓💓

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